Chi sono io
Elisabetta Baldi
Pittrice pratese
Nata a Prato negli anni ‘70, ha iniziato ad interessarsi in maniera diretta alla produzione artistica frequentando la scuola del noto pittore nonché insegnante d’arte Italo Bolano negli anni ‘90.
Realizzatrice di illustrazioni e dipinti ad acquerello, matite, acrilico e olio.
Partecipa alla scuola e ha una collaborazione diretta anche espositiva con il Prof. Italo Bolano al museo "Open Air Museum Italo Bolano" Porto Ferraio Isola d'Elba.
Esperienza espositiva con mostre inerenti dei propri lavori pittorici in varie gallerie e concorsi a tema.
Nello specifico:
2000 partecipa a più esposizioni al “Open art museum dell’isola d’Elba” con le opere “ Cielo blu” olio su tela 150x120 cm., “Giallo” olio su tela 100x60 cm., “Rosso” olio su tela 100x60 cm. e con altre opere a mostre allestite in varie altre località della Toscana;
2006 partecipa a Pistoia alla mostra “Alchimie” con l’opera “Città blu” olio su tela 100x60 cm.;
2007 partecipa alla mostra “Donne dell’arte”a Campi Bisenzio, con l’opera “Anima” olio su tela 60x100 cm.;
2020 partecipa al “IV concorso d’arte contemporanea” sul tema “L’aria” con l’opera “Orizzonti”, olio su tela 35x120 cm.
La formazione del genere artistico sempre in atto e che in parte la contraddistingue, passa dalle correnti astrattiste europee moderne, Kandinsky (1866-1844), Vincent Van Gogh (1853-1890), alle americane con Jackson Pollok (1912-1956) e Mark Rothko (1903-1970) ma anche in precedenza da autori come Boldrini, comunque interessati ad una visione personale del colore, delle immagini e delle forme come espressione di un sentimento interiore dell’artista.
Per questo motivo ha approfondito la conoscenza delle caratteristiche della corrente astrattista denominata “espressionismo astratto”, sviluppatasi in America all’incirca verso la metà degli anni cinquanta,da cui si dipartono due strade: l’Action Painting, pittura d’azione e la Color Field Painting pittura a campitura di colore, dove la tela viene interamente dipinta con colori senza nessuna presenza di forme e segni I loro massimi esponenti sono per la prima, Jackson Pollok (1912-1956) e per la seconda Mark Rothko (1903-1970), principale ispiratore della pittrice. Anche lei sposa la sua filosofia:
“Non mi interessano – afferma l’artista – i rapporti di colore, di forma o di qualsiasi altra cosa. Mi interessa soltanto esprimere emozioni umane fondamentali”.
Si potrebbe parlare di abbandono della razionalità in chiave meditativa per far vivere una vera e propria esperienza emozionale al pubblico.
È un vero e proprio viaggio verso le emozioni assolute, un viaggio che dovrebbe essere intrapreso lentamente, senza pregiudizio, perché è soltanto attraverso un’attenta e graduale osservazione che l’occhio riesce a scoprirne ogni pulsione.
L’atto del dipingere è “non rappresenta ne esprime una realtà oggettiva o soggettiva, scarica una tensione che si è accumulata nell’artista. E’ un’azione non progettata in una società dove tutto è progettato, è reazione dell’artista intellettuale contro l’artista tecnico” (G.C.Argan “ Arte moderna”1770-1970 Sansoni Firenze 1981.
Negli anni ha subito il fascino e l’arricchimento dato della conoscenza artistica puntuale di artisti italiani della fine dell’800 e dei primi del ‘900 novecento, come Giovanni Boldini (1842-1931) soprattutto nella fase finale della sua attività pittorica, inizi anni ‘900, in cui nei suoi celebri ritratti, il segno si decontestualizza sempre più, i contorni sembrano sparire e la figura amalgamarsi con il contesto lasciandone una visione quasi onirica.
Tecnicamente il suo punto di forza è la pittura ad olio su tela, però ha realizzato anche illustrazioni e dipinti ad acquerello, matite, olio.
“Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello” Vincent Van Gogh.
Per concludere, il suo motto artistico è “ sperimentare”.
Elisabetta Baldi
Designer
La passione per l’architettura e per il design nascono con lei.
Fin da piccola si è avvicinata all’ architettura, alla progettazione d’interni in maniera istintiva e con molta passione.
Ha conseguito Laurea Magistrale in architettura – Università degli studi di Firenze- Scuola di architettura – Firenze cum laude in Indirizzo di laurea Dipartimento di Storia e Restauro e Conservazione dei beni architettonici.
Oltre la storia dell’architettura, antica e moderna, è sempre stata affascinata dal design che ha inserito comunque nel suo corso di studi laureandosi proprio con una tesi in questo settore.
Da qui una delle sue occupazioni lavorative successive è inerente alla progettazione e cura del design in ristrutturazioni o nuove costruzioni di edilizia privata. Da qui anche la collaborazione con studi professionali per redazioni di pratiche paesaggistiche, per ampliamenti, ma soprattutto come supervisore e designer dei team di lavoro.
“Arredare la casa è una vera e propria forma d’ arte che spero di onorare al meglio tutte le volte che mi accingo sia nella realizzazione di una progettazione architettonica completa, sia di un solo ambiente sia nella realizzazione di un lavoro su tela o su ceramica; essendo forse più brava come pittrice o come architetto- designer, prendo con umiltà a prestito parole di celebri colleghi nelle quali ritrovo molto del mio pensiero :
“Vedo me stessa come una storyteller. I clienti mi assumono per scrivere le loro biografie, ma invece delle parole uso tessuti, mobili, elementi architettonici e ovviamente loro oggetti personali.” Meredith Heron.
anche che:
“La casa è il solo spazio di libertà. Anzi, è il solo spazio d’anarchia. È il solo luogo sulla Terra in cui un uomo può decidere di getto di cambiare la disposizione dei mobili, fare esperimenti o indulgere a un capriccio.” GK Chesterton
poi:
“È improprio definire la casa lo specchio dell’anima ma certamente le quattro mura che racchiudono parte della nostra privacy parlano di noi attraverso gli oggetti che vi accumuliamo nel tempo.” Maria Venturini
e:
“L’obiettivo di un designer è ascoltare, osservare, capire, empatizzare, sintetizzare e raccogliere intuizioni che gli permettono di rendere visibile l’invisibile.” Hillman Curtis.
Spero di riuscire a trasmettere tutto questo attraverso ogni manifestazione artistica, architettonica, o altra espressione del mio io, della mia creatività e del mio essere”. Elisabetta Baldi
In conclusione il suo pensiero sposa bene queste affermazioni:
“L’architettura sono le ossa di una stanza, l’arredamento è il cuore, e l’arte è l’anima.” Terri Lind Davis,
“Arredare non significa fare scenografie, non significa fare belle immagini per le riviste; è piuttosto creare una qualità di vita, una bellezza che nutre l’anima.” Albert Hadley
Commenti
Posta un commento